La strategia più semplice, e più ignorata, che fa davvero la differenza
C’è una cosa che sembra banale, quasi troppo semplice per funzionare.
E invece è quella che fa la differenza.
Non guardare gli altri.
È una regola che mi porto dietro dall’inizio.
Non l’ho studiata, non l’ho letta in un libro. L’ho messa in pratica.
Oggi è lo stesso approccio che applico anche nel ruolo di direttore generale, con risultati concreti.
Ed è quello che nel tempo mi ha permesso di crescere e lavorare con aziende che hanno deciso di investire su di me.
Sembra poco.
Non lo è.
Il fraintendimento sulla competizione
Ci hanno sempre detto che bisogna guardare i competitor.
Analizzarli, studiarli, seguirli.
Nella realtà, spesso è solo dispersione.
Perché quando ti concentri troppo su cosa fanno gli altri, inizi a muoverti in funzione loro.
E da lì cambia tutto.
Non stai più guidando.
Stai reagendo.
Il problema vero
Il competitor non è il problema.
Il problema è quanto spazio gli dai.
Se entra nelle tue decisioni ogni giorno, anche senza che te ne accorga, stai cedendo una parte della direzione.
E nel tempo questo si paga.
- rallenti
- perdi identità
- costruisci qualcosa che non è davvero tuo
E senza accorgertene, inizi a rincorrere.
La differenza operativa
Chi lavora bene fa una cosa molto semplice.
Taglia il rumore.
Non ignora il mercato, ma lo tiene a distanza.
Lo osserva, non lo subisce.
La direzione non nasce da fuori.
Nasce da dentro.
Focus vero, non teorico
La parola “focus” viene usata ovunque.
Ma nella pratica si vede poco.
Focus non è fare di più.
È scegliere cosa ignorare.
Vuol dire non inseguire ogni movimento esterno.
Vuol dire andare avanti anche quando fuori succede altro.
È una disciplina.
Non un talento.
La logica del leone
Il leone non corre dietro a tutto.
Non reagisce continuamente.
Sta fermo, osserva, aspetta.
E quando si muove, lo fa deciso.
Non guarda intorno.
Non si confronta.
Ha un riferimento solo.
L’obiettivo.
Il rischio che non si vede
Non basta ignorare i competitor.
Alcune distrazioni spesso sono interne:
- troppe idee
- cambi continui di direzione
- bisogno di conferme
- paura di restare indietro
Anche senza concorrenza, puoi comunque perderti.
Il principio dei paraocchi
I cavalli da corsa hanno i paraocchi per un motivo.
Non è un dettaglio.
Se vedessero tutto intorno, si distrarrebbero.
Perderebbero velocità.
Così invece vedono solo la direzione.
E vanno.
Nel lavoro è uguale.
La misura giusta
Non conta dove sono gli altri.
Conta dove stai andando tu.
E soprattutto, con che continuità.
La velocità degli altri non conta nulla se non cambia la tua direzione.
In fondo è tutto qui
Questa strategia sembra semplice.
Lo è.
Ma è difficile da applicare davvero, perché va contro quello che fanno tutti.
Meno confronto.
Meno rumore.
Più esecuzione.
È così che si costruisce qualcosa che resta.
Guido Boccarossa
